SHOW ROOM
V. Emilia 2/c
43010 Ponte Taro (PR)

Tel. +39 0521 615044
info@puntocasaparma.it

Home » Il Punto su... » La sicurezza degli infissi

« torna indietro

 

La sicurezza degli infissi

Oltre ad essere prestazionali in termini di isolamento termico/acustico gli infissi devono essere anche sicuri e garantire un’ottima resistenza antieffrazione. Quando si parla di antieffrazione il riferimento a cui riferissi è la norma sperimentale EN V 1627, che definisce i requisiti e la classificazione per la resistenza di porte, chiusure oscuranti e finestre movimentate in modo manuale. Per resistenza all’effrazione si intende la capacità di una chiusura di resistere ad una intrusione violenta a seguito dell’applicazione di una forza fisica e con l’aiuto di attrezzi.

 

Per la maggior parte delle persone che hanno subito un’intrusione all’interno della propria abitazione, lo choc è grande, anche se il danno principale spesso non è tanto quello materiale, quanto psicologico. Le persone che hanno subito un furto vedono violata la loro privacy, hanno la sensazione di non sentirsi più sicure in casa e possono anche essere soggette a disagi psicologici, specie con l’aumentare dell’età.

 

La normativa prevede una serie di veri e propri test che i costruttori di serramenti devono superare per poter essere definiti sicuri. Nei laboratori certificati si tenta prima la deformazione con attacchi eseguiti da un macchinario che applica un carico fino a 300 kg sui punti deboli, procedura che viene poi ripetuta su tutti i punti specificati dalla norma. Successivamente viene simulato – con l’aiuto di un sacco pieno di sabbia – un vero e proprio tentativo di sfondamento operato con spallate, calci o simili. Per ultimo si attua il tentativo di scardinare i punti deboli con l’aiuto dei più comuni attrezzi utilizzati dai ladri.

 

I test durano in totale 15 minuti e per poter entrare nella classe di resistenza 2 (CR2) i serramenti, nell’arco di questo tempo di prova, devono resistere a 3 minuti di puro attacco.

 

La norma classifica la resistenza all’effrazione in sei classi in relazione alla tipologia di azione tentata dagli scassinatori:

CLASSE 1: lo scassinatore principiante tenta di forzare la finestra usando forza fisica, per esempio a calci, a spallate, sollevando, strappando;

CLASSE 2: lo scassinatore occasionale cerca di forzare la finestra usando attrezzi semplici, per esempio cacciaviti, tenaglie, cunei;

CLASSE 3: lo scassinatore tenta di entrare usando in aggiunta un cacciavite ed un piede di porco;

CLASSE 4: lo scassinatore esperto usa in aggiunta seghe, martelli, accette, scalpelli, trapani;

CLASSE 5: lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici;

CLASSE 6: lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici ad alta potenza;

 

Molte effrazioni sono costituite da delitti occasionali, facili da evitare con infissi di nuova generazione. Il fattore tempo ha un ruolo importante in quanto il ladro, se non riesce ad entrare in breve tempo (2-3 minuti), è portato a desistere dall’impresa.

 

Da alcune analisi statistiche di qualche anno fa risulta che:

il 17% delle donne e il 7,1% degli uomini si sentono poco sicuri quando alla sera sono soli in casa;

il 49% delle donne e il 31% degli uomini chiudono a chiave la porta d’ingresso anche di giorno quando sono in casa e, cosa per altro più comprensibile, chiudono a chiave anche di notte il 78% degli uomini e l’88 % delle donne. La percezione di insicurezza in casa cresce, come è immaginabile, con l’aumentare dell’età, quindi le persone anziane sono sicuramente più sensibili al problema. Anche se esistono dati diversi a seconda del comune e dell’area geografica, le periferie delle aree metropolitane e i comuni aventi fino a 10.000 abitanti presentano in genere i più bassi livelli di percezione della sicurezza. Rispetto a questa situazione emergono due atteggiamenti, o strategie di difesa e di protezione, messe in atto a seconda di vari fattori, tra cui l’attività del capofamiglia, il tipo di edificio e il tipo di comune in cui è situata l’abitazione:

- strategie di difesa attiva, come lasciare le luci accese quando si esce di casa, chiedere ai vicini di controllare, possedere cani da guardia, essere collegati con la vigilanza privata, possedere armi, un’assicurazione contro i furti

- strategie di difesa passiva, come l’installazione di porte blindate, l’applicazione di sistemi di blocco alle finestre, l’installazione di finestre sicure, di sistemi di allarme

 

Da segnalare che gli attacchi invasivi vengono effettuati in prevalenza sugli infissi: portefinestre su terrazzi e balconi, finestre al piano terra, porte d’ingresso. La forzatura di solito avviene con leva inserita tra telaio e anta mobile, ma anche da rottura del vetro per eseguire l’apertura o per forzatura della serratura.